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年末年始 Fine e inizio anno

Nenmatsunenshi 年末年始 è una yojijukugo, cioè una parola formata da soli quattro caratteri che condensano in sé un concetto più o meno articolato; in questo caso la fine dell’anno 年末 e l’inizio dell’anno 年始. Visivamente l’espressione ricorda che la coda e il capo si susseguono, descrivendo un cerchio: la Terra ha compiuto una rotazione intorno al Sole e torna sulla linea di partenza per un altro giro che sarà scandito nuovamente dai medesimi riti di passaggio. Solo per citarne alcuni: bonenkai 忘年会, riunioni fra amici e colleghi per salutare, letteralmente “dimenticare”, i 365 giorni trascorsi; hatsumōde 初詣, la prima visita dell’anno al tempio, che si svolge dalla mezzanotte del 31 dicembre fino ai primi giorni di gennaio e che a Osaka significa una fila interminabile all’ingresso del santuario Sumiyoshi; dal 9 all’11 gennaio ha luogo Toka Ebisu, il festival dedicato a Ebisu, dio dei pescatori, della buona sorte e dei mercanti. In un attimo arriva febbraio con setsubun, quando secondo l’antico calendario cambia la stagione e fra le altre cose si lanciano i fagioli fuori dalla porta di casa per scacciare i demoni; si entra in marzo ed è Hina- matsuri, la festa delle bambine, sbocciano i ciliegi e si va a fare ohanami お花見, la passeggiata sotto i petali danzanti, arriva maggio con la Golden week e la festa dei bambini, giugno è la stagione delle piogge interminabili – lo tsuyu 梅雨 – a luglio si svolge il Tenjin matsuri, festival della divinità protettrice delle lettere, agosto è sinonimo di obon (お盆) – quando gli spiriti dei defunti ritornano – settembre dei tifoni, ottobre di sapori e colori, fra castagne, zucche e l’inizio del momijigari, la passeggiata per ammirare le foglie d’acero che si tingono di rosso e arancio; infine Halloween e di lì a poco Natale, due feste “profane” che si sono fatte spazio fra le antiche tradizioni.

Una manciata di ricorrenze e l’anno è terminato, se ne avvia un altro e poi un altro ancora, in un’infinità di cicli apparentemente sempre uguali. Per me, che abito in una terra straniera e che amo l’azione del tornare, anche solo col ricordo, il riproporsi delle stagioni e dei riti ad esse connessi è un’occasione per rivivere certe emozioni e per comprendere a mano a mano più a fondo la tradizione del paese che mi ospita. Apprezzo così il cambiamento che il tempo reca con sé, grazie all’ accumulo delle esperienze. Mi accorgo che da quando sono qui ho sempre fatto affidamento sulla possibilità di rivisitare un certo tempio o una certa città, ma l’anno che viene potrebbe non essere uguale. I mesi passati sono stati pervasi da un senso di sospensione e ora, che è tempo di bilanci, mi domando come e se si svolgeranno non solo le festività, ma anche la vita di tutti i giorni. Avverto un po’ di stanchezza, ma cerco di nutrire la speranza, speranza che anche questo cerchio, apparentemente interminabile, si compia.

2 pensieri su “年末年始 Fine e inizio anno”

  1. Cara Gabriella, leggo sempre con piacere ed interesse le tue “cartoline” dal Giappone, che mi permettono di conoscere Osaka e lo stile di vita giapponese. Grazie! Ti auguro un nuovo anno ricco di soddisfazioni, salute e armonia interiore. Ilde

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